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In realtà, non poi così tanto.

Winston <3 , 1940.

Winston <3 , 1940.

La ciabatta artica

Alle volte mi verrebbe voglia di dire loro di mettere sotto alle inguardabili ciabatte infradito – che sfoggiano 365 giorni l’anno – una bella lama di metallo, così le potranno utilizzare per pattinare sull’Arno quando il fiume si ghiaccia (mai).

L’unica spiegazione alla sempiterna visione di qualche americano\a (soprattutto “\a”) in “flip flop” (onomatopea indicativa di un’attività encefalica al ribasso…) è che credano che qui nel periodo dicembre-febbraio ci sia l’estate, come nei paesi dell’emisfero sud del mondo.
Potrei avallare questa teoria se fosse basata sulla visione della nostra patria televisione (magari nelle vesti di Porta a Porta o di altre amenità simili), che non sfigurebbe di fronte alle emittenti dell’America latina post-dittatoriale, ma non credo che la loro refrattaria propensione ad imparare l’italiano consenta di apprezzare la propaganda governativa made in Italy.

Ma al di là di ogni considerazione di carattere indiziario, come è fisicamente possibile che questa gente non abbia freddo a zero gradi, quando noi italici siamo inseparabili da cappotti e piume d’oca? Ed aggiungo che ci sono anche delle “virtuose” che escono a dicembre la mattina girando per la strada con il seguente corredo:
a) ciabatte infradito
b) t-shirt
c) gli orripilanti leggings
d) capelli bagnati.

Secondo me è colpa degli ogm che mangiano nella loro dieta “da fastfood”, mentre secondo una teoria maggioritaria sono così maiale che hanno sempre caldo.
Ai posteri l’ardua sentenza?

Io, comunque, dopo qualche anno di vita fiorentina, continuo ancora a soprendermi.

“Sono apertissima al dialogo, purché alla fine si faccia come ho detto io.”

—   Maggie Thatcher

“Amica, non cedere alla tentazione dello stivale open toe. Ti ricordi quando le sopracciglia tatuate sembravano un buon compromesso tra bellezza e praticità? Ecco.”

—   Scarpe de Merda